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Vestito tradizionale












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Questa sezione è da considerare come provvisoria


Progetto Comitato Scientifico
L'Amministrazione Comunale ha in programma l'attivazione di un Comitato Scientifico, coordinato da un professionista del settore, a cui verrà affiancato un gruppo di volontari del paese, finalizzato alla ricerca e alla produzione di materiali che verranno pubblicati per scopi didattico-culturale e di promozione turistica


Progetto Cantieri Culturali
Il lavoro svolto dal Comitato Scientifico servirà inoltre come strumento formativo per il progetto Cantieri Culturali, rivolto ai giovani del paese, che verranno occupati per rendere fruibili i principali siti di interesse ambientale e archeologico del territorio e per un servizio di guida turistica
Il vestito tradizionale femminile delle feste
Di colore rosso, è composto da: camicia, sottogonna, gonna, imbustu, grembiule, fazzoletti (cuscino, scafiotu, mucadori 'e seda, panneddu 'e lustrinu).



La camicia
La camicia bianca, tradizionalmente cucita a mano, è caratterizzata da ampie maniche rifinite da un polsino inamidato e ricamato sui bordi, e da una parte centrale, sa piturra, ricamata a punto pieno o festone, per citare solo i più comuni.

La forma del ricamo è normalmente di una fascia rettangolare con la chiusura del colletto sul davanti, secondo lo stile campidanese, ma si trovano anche fasce di ricami triangolari - più stretti verso la vita - con la chiusura del colletto sul retro (a sa crabarissa). Vi sono poi due fasce ricamate che si cuciono sul colletto e compongono su cabessu; si legano davanti con i butones d'oro, che raffigurano corbule o anche seni, simbolo quindi di prosperità.



Gonna, sottogonna, vasca e imbustu
La sottogonna di cotone si indossa tra la camicia e la gonna.

La gonna di panno, nera e con un fitto plissé, termina con un'ampia fascia di broccato rosso e oro di circa 30 cm. Il sistema di chiusura è detto a baia: il telo principale, plissettato, viene chiuso sul davanti con due laccetti (is codreddas). Sul davanti c'è su teu 'e ananti che si allaccia dietro e lascia due fessure ai lati per le mani, detti sa portoera.

La vasca, ugualmente di panno, è bordata dallo stesso broccato della gonna sui tre lati e si allaccia dietro come la gonna.

S'imbustu è un corpetto colorato e ricamato che si lega molto stretto sotto il seno.



Copricapo
In testa si indossano diversi fazzoletti:

Su Scafiotu anticamente veniva usato per raccogliere i capelli e per non sporcare il fazzoletto. Ora prima di questo fazzoletto si usa indossare un cuscinetto imbottito che ha lo scopo di fare un po' di volume, nel senso che sostituisce la massa di capelli che in passato erano raccolti a crocchia sotto il fazzoletto.

Il fazzoletto di seta - mucadori 'e seda - solitamente bianco o color avorio, con disegni floreali in tinta, si metteva sopra su scafiotu; i due lembi incorniciavano il viso e si appuntavano all'altezza delle tempie.

Sopra il fazzoletto di seta su panneddu 'e lustrinu, un grembiule di seta nera, con disegni in tinta, che viene messo sulla testa con i legacci che cadono sulla spalla sinistra.



Il vestito di tutti i giorni

Il vestito di tutti i giorni consisteva grossomodo degli stessi pezzi, di un tessuto meno ricco e colori meno vivaci. La camicia era meno vistosa del ricamo: era più comune indossare camicie con il ricamo a trapadilla che ricami più ricercati come le camicie delle feste.

Sa trapadilla consisteva di due fasce strette di ricami semplici e delicari sul davanti, a incorniciare sa piturra centrale che rimaneva liscia. Veniva protetta da un fazzoletto, i cui angoli erano fermati sotto s'imbustu, per evitare che il ricamo si sporcasse durante le faccende domestiche.

Su scafiotu era coperto da un semplice mucadori detto a corru, perché veniva piegato a triangolo e posto sulla testa con la punta (corru) sulla schiena e le due estremità legate sotto il viso.

In occasioni di feste o anche per andare a messa, sopra a su mucadori a corru si indossava su mucadori 'e danau, un fazzoletto marrone rettangolare, con s'incasu (fascia di circa 10 cm a disegni floreali sui toni del marrone) con un lato più lungo che si appuntava sulla testa dalla parte più corta e si lasciava lungo sulla schiena.
Era normalmente usato per non andare in chiesa con un semplice fazzoletto, specialmente quando non ci si poteva permettere uno scialle per coprirsi la testa e le spalle.

La gonna infine, ugualmente plissettata fittamente, era corredata di una tasca cucita sotto sa portoera, utile per portare con sé soldi o un fazzoletto.

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